Psicoanalisti, artisti, terapeuti-artisti, psichiatri psicoterapeuti commentano in questo testo il prendersi cura del disagio. L’obiettivo arteterapico distingue le differenze tra spontaneità e creatività artistica, tra fruitori e produttori d’opere, in un confronto che trae spunto da situazioni provenienti da tre ambiti sociali distinti: ospedale, servizi psichiatrici, luoghi dell’abitare quotidiano.
Psicoanalisti, artisti, terapeuti-artisti, psichiatri psicoterapeuti commentano in questo testo il prendersi cura del disagio inadatto a esser accolto in psicoterapia, occultato e trascinato come perturbante presenza. Abitando la soglia in cui si staglia, lo si può riconoscere, condividere ed elaborare, nel momento in cui la speranza lascia posto all'angoscia.
La psicoanalisi offre una scienza e una pratica non sottraibile al confronto e alla collaborazione con limitrofe scienze sociali e con le Arti espressive.
Nel libro si snoda appunto tale dialogo: il contenuto iconografico - in parte raccolto nel testo, in parte visibile in questo sito, nell'area Biblioteca Multimediale - è legato alla struttura della mente più che ai simbolismi, retrocedendo a fasi primarie della spinta creativa, quando i segni del mondo non avevano ancora un senso sociale. Tanto la crescita culturale fornisce il collante che lega il segno al senso, tanto la sofferenza promuove il processo inverso per la fatica ad abitare lo spaziotempo esistenziale marcato dalle forme del disagio. Regressioni che portano indietro verso fasi arcaiche, a volte incompatibili con assetti presenti e nocive per la qualità di vita.
L'intervento psicoanalitico accoglie la regressione prodotta dai disagi, operando una duplice funzione: allevia la pressione generata da scarti tra disagio presente e intolleranza all'insoddisfazione e libera pulsioni creative che l'Arte ospita nelle case delle Muse.
L'obiettivo arteterapico distingue le differenze tra spontaneità e creatività artistica, tra fruitori e produttori d'opere, in un confronto che trae spunto da situazioni provenienti da tre ambiti sociali distinti: ospedale, servizi psichiatrici, luoghi dell'abitare quotidiano.
Sergio Marsicano, psicoanalista, lavora dal 1976 nei luoghi di cura. Formato nella Clinica universitaria di Pavia, manicomio di Voghera, ha poi lavorato nei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura e, da 20 anni, coordina il Progetto di Umanizzazione dell'Ospedale in Oncologia, applicando l'ascolto psicoanalitico nella prassi quotidiana ospedaliera, per accogliere e diluire la sofferenza psichica con mezzi collaterali alla psicoterapia. Ha insegnato per trent'anni Psicologia ad assistenti sociali ed educatori professionali nei corsi post diploma dell'Università degli Studi di Milano.