Lo stato mentale a rischio è una condizione clinica caratterizzata da una possibile evolutività verso un disturbo psicotico. Si tratta di una condizione dinamica che fa riferimento a un quadro psicopatologico instabile e che, nel preciso momento dell'osservazione, rientra in specifici criteri. La sua definizione e il suo riconoscimento sono oggetto di un affascinante dibattito non solo di carattere medico e scientifico, ma anche di carattere etico. Se è vero infatti che non è stato ancora dimostrato che il trattamento di queste condizioni determina una riduzione dell'incidenza del disturbo psicotico, è vero anche che la maggiore attenzione verso le fasi iniziali del disturbo, sollecitata proprio da questo dibattito - grazie anche alla creazione di centri appositamente dedicati - indice il clinico ad una più attenta osservazione dei casi "sospetti". Inoltre il confronto di diversi approcci e tradizioni psicopatologiche su questo argomento si sta rivelando proficua per il raggiungimento di una visione più sintetica della psicosi, ancorandola da una parte al modello del neurosviluppo, dall'altra sollevando nuovi interrogativi sulle sue specifiche proprietà.
Attraverso diversi punti di vista, quello teorico, con il suo stretto legame con l'ipotesi del neurosviluppo, quello pragmatico, con le implicazioni trasformative degli interventi di cura e di prevenzione, quello clinico, con l'integrazione dei diversi approcci psicopatologici, quello della ricerca, con la travolgente emergenza di nuove acquisizioni in campo neuroscientifico, e quello etico, con le problematiche che ha aperto, il costrutto dello stato mentale q rischio necessita di essere chiarito e, se necessario, ridefinito.
L'intento di questo lavoro è quello di fornire strumenti per la lettura critica della vastissima offerta scientifico-letteraria su questo argomento e per una sua appropriata fruibilità in campo clinico.
Anna Comparelli. Psichiatra, Dirigente Medico presso l'Ospedale Sant'Andrea di Roma. Ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Neuroscienze Cliniche e Sperimentali, presso la "Sapienza", Università di Roma, e si occupa di Schizofrenia sia nel campo della clinica che della ricerca. È autrice di pubblicazioni su argomenti di interesse clinico su riviste nazionali e internazionali.