Libri on line: psicologia-psicoterapia-psichiatria-sessuologia-crescita personale-assessment-test psicologici-software professionale

Spese di Spedizione

Per ordini superiori a
€ 24.99
le spese  per il Corriere Espresso sono gratuite!

Approfittane subito.

Fai il tuo ordine e paga con carta di credito o con Paypal per ricevere a casa il tuo pacco senza spese!

Produttori

FAQ

Hai bisogno di aiuto? Guarda la nostra Sezione FAQ

Pubblicità

Una scuola che accoglie. Esperienze di accoglienza per bambini e genitori alla scuola dell’infanzia

Il presente testo sull’accoglienza di Alessandra Sabatini offre con molto garbo e capacità evocativa la descrizione di ambienti e contesti accoglienti della scuola dell’infanzia. Le modalità di facilitazione del primo approccio alla scuola da parte di ...

Altri dettagli


6,40 € IVA compresa

JUNI468

Disponibilità: Disponibile

1 Articolo in magazzino

Attenzione: Ultimi articoli in magazzino!

Aggiungi ai desideri

Editore
Junior

Il presente testo sull’accoglienza di Alessandra Sabatini offre con molto garbo e capacità evocativa la descrizione di ambienti e contesti accoglienti della scuola dell’infanzia. Le modalità di facilitazione del primo approccio alla scuola da parte di bambini e bambine diventa lo scopo del lavoro che viene qui presentato, che può così diventare occasione di riflessione e apprendimento per le giovani colleghe desiderose di mettersi alla prova per ottimizzare le loro prassi educative. Una grande importanza viene subito data al linguaggio del corpo, importanza che accompagna tutto il testo dall’inizio alla fine, come sollecitano tutte le ricerche sulla psicomotricità sia relazionale che razionale. Sia che si definisca la corporeità un codice analogico, come fa la pragmatica della comunicazione umana, sia che invece si utilizzi la formazione psicomotoria per stimolare i docenti alla gestione di vere e proprie sedute psicomotorie, il corpo è presente con la sua pregnanza ineludibile. La sua presenza regge uno degli assiomi più importanti della comunicazione: ”Non si può non comunicare”. Segnala infatti l’accordo, la distensione, il piacere, la gioia, il benessere, ma anche il disagio, il malessere, la chiusura, la sofferenza, la difficoltà, l’opposizione o anche l’indifferenza. Anche il silenzio infatti e l’immobilità comunicano, se c’è qualcuno che sa leggere questo linguaggio… Semplicemente l’autrice del testo, con molta freschezza e spontaneità, si inoltra nella raffigurazione di spazi e tempi, degli indicatori come la voce, il tono muscolare, la mimica facciale, la gestualità, il ritmo corporeo, lo sguardo sottolineando che, se si intende comunicare, è di primaria importanza leggere e poi ascoltare per capire ciò che il corpo dell’altro dice. Per entrare in relazione profonda e non superficiale si devono poi saper adottare la lentezza e la pregnanza. Lentezza nella gestualità e pregnanza dello sguardo, per esempio. Alla base di tutto appare inoltre una particolare attenzione per la cura. Cura non intesa nel senso banale del termine ma nella nobiltà che la filosofia morale negli ultimi tempi le ha assegnato con particolare attenzione, elevandola al piano dell’etica. A parlare di etica della cura è stata per prima Carol Gilligan, con il suo libro: ”Con voce di donna” assegnando all’etica femminile la caratteristica della cura, intrisa com’è di relazionalità, contrapposta a quella maschile che poggia sulla giustizia astratta e sulla comprensione dei diritti e delle norme. Naturalmente è necessario coniugare le due etiche: solo così l’etica della cura si sgancia dalla sfera privata e tende verso una nuova forma di universalità. La cura che Alessandra Sabatini descrive come l’anima dell’accoglienza diventerà, durante tutti gli anni scolastici, anche educazione alla cura “di sè, degli altri, dell’ambiente” utilizzando così anche il grande filosofo morale J. Habermas. L’educazione alla cura, nei suoi vari aspetti appena declinati, dovrebbe diventare un potente correttivo nei confronti dell’indifferenza dilagante. L’accoglienza però si gioca anche nei confronti dei genitori, innanzitutto attraverso un aiuto a gestire la dinamica dell’attaccamento/separazione, dinamica sempre molto delicata e difficile ma determinante per il raggiungimento dell’autonomia e della fiducia, definita da Bowlby la base sicura. A fronte di questo schema positivo di attaccamento, sono possibili infatti altri schemi meno positivi perché generativi di ansia che sono la resistenza angosciosa e l’evitamento angoscioso. La fase dell’accoglienza evidenzia benissimo queste differenze. Le complicazioni che si incontrano nella realizzazione nei propri figli di una base sicura risiedono spesso nelle ansie e nei desideri simbiotici, così difficili da far evolvere, oppure nella incertezza di ricevere cure adeguate oppure nell’aspettativa di venir rifiutati, che Bowlby illustra molto bene e che dipendono dalle modalità di accudimento della madre. Nei colloqui individuali le insegnanti, dentro ad un progetto reale di accoglienza, riserveranno anche ai genitori particolari attenzioni, senza colpevolizzare nessuno, personalizzando le risposte e le indicazioni, offrendo un sostegno discreto ma efficace alla genitorialità sovente disorientata e confusa, per una nuova consapevolezza. Diventa infatti molto importante costruire un’alleanza educativa, chiamata oggi patto di co-responsabilità, tra scuola e famiglia, per rafforzare il progetto formativo e realizzare relazioni fiduciarie tra le due istituzioni. Il testo di Alessandra Sabatini tratta con molta delicatezza ma anche rigore questo difficile rapporto che coniuga rispetto per i tempi di bambini e genitori ma anche correttezza nelle pratiche. In conclusione il tempo e le modalità dell’accoglienza segneranno in modo significativo nei bambini e nelle bambine nelle fasi successive di tutto il percorso scolastico, fino all’Università e nella vita: l’adattamento sociale, la relazionalità, l’autonomia ma anche il rapporto con il sapere e con il pensiero. Le deliziose vignette di Francesco Tonucci con il suo bambino inconfondibile, dal caratteristico ciuffo, scandiscono i momenti topici del testo e li sottolineano spiritosamente e a volte ironicamente. Costituiscono il tocco finale per rendere ancora più leggero ed accattivante il testo che in questo modo si presta ancora di più ad essere accolto per diventare uno stimolo per la riflessione, all’interno della comunità professionale delle docenti della scuola dell’infanzia, e non solo.

Collana: Biblioteca di lavoro MCE
Pagine: 400
Editore: Junior


 

No customer comments for the moment.

Only registered users can post a new comment.

Carrello  

(vuoto)

Pubblicità

Vota questo prodotto

Nessun voto per questo prodotto

Login per votare

Nuovi Prodotti

Al momento non ci sono nuovi prodotti

Prodotti in Offerta

Al momento non ci sono prodotti in offerta

Newsletter

Login per votare