Leggende tecnologiche
Lorenzo Montali
2003, Pagine: 216
Prezzo: € 10,00
Editore: Avverbi
Telefonini, computer, forni a microonde, airbag: la tecnolog ...
|
Editore Avverbi |
|
Per ordini superiori a
€ 24.99
le spese per il Corriere Espresso sono gratuite!
Approfittane subito.
Fai il tuo ordine e paga con carta di credito o con Paypal per ricevere a casa il tuo pacco senza spese!
Telefonini, computer, forni a microonde, airbag: la tecnolog ...
|
Editore Avverbi |
|
Telefonini, computer, forni a microonde, airbag: la tecnologia invade la vita quotidiana, ma rimane un oggetto misterioso, a volte incomprensibile, spesso minaccioso. E così ogni giorno nascono nuove leggende urbane, i cui protagonisti non sono più le baby-sitter cannibali e gli spacciatori di figurine all'LSD ma i virus informatici, i cd che ingannano gli autovelox o le fragole modificate geneticamente. Leggende che interpretano, spiegano, indicano pericoli, suggeriscono comportamenti e che rivelano atteggiamenti e rappresentazioni della scienza e della tecnologia. Il libro presenta le più diffuse leggende sulle nuove tecnologie, ricostruendo di ognuna la probabile origine, individuando i processi attraverso i quali la leggenda nasce e si diffonde e cercando di interpretarne i possibili significati e il valore sociale. Un percorso che, partendo dall'analisi dei singoli racconti, fa emergere questioni rilevanti relative ai processi di costruzione del ragionamento quotidiano, al carattere problematico della verità sociale, al peso della memoria collettiva e della tradizione.
Laureato in filosofia con una tesi di psicologia sociale sul fenomeno delle leggende urbane, Lorenzo Montali ha un dottorato di ricerca in psicologia e si occupa di percezione pubblica della scienza e della tecnologia presso il Dipartimento di psicologia dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca. Collabora con la rivista Focus come esperto di leggende metropolitane e ha una rubrica sulla rivista Scienza & Paranormale sullo stesso tema.
Le prime righe del libro
Scrivere un libro sulle leggende urbane significa aver imparato a convivere
con un paradosso. Quello di occuparsi di un tema, peraltro affascinante, senza
poterne precisare con chiarezza la natura stessa. È un paradosso che
talvolta può mettere in difficoltà. Ogni volta che qualcuno chiede:
“Come faccio a riconoscere una leggenda urbana, per evitare di credere
a una storia che in realtà è solo un racconto inventato che circola
di bocca in bocca?”, mi rendo conto di non avere una risposta adeguata.
Non che non mi vengano in mente decine di esempi concreti: ci sono leggende
talmente note che sono state addirittura celebrate in una canzone, cantata da
Elio e le Storie tese, il cui famoso ritornello ha reso tutti più diffidenti
verso coloro che, nel raccontare qualche evento strano, iniziano dicendo “mio
cugino mi ha detto che...”. Alle leggende sono stati anche dedicati dei
film: visto il successo di Urban legend, l’industria del cinema (di serie
B) ci ha regalato anche Urban legend 2 e Urban legend. The final cut, ed ora
anche chi non ha mai messo piede negli Stati Uniti conosce tutte le leggende
horror che circolano nei campus americani. E l’espressione stessa “leggenda
metropolitana” è entrata nel linguaggio comune. Così, spesso,
nel riportare una notizia particolarmente singolare, i giornalisti la fanno
precedere dalla formula “sempre che non si tratti di una leggenda...”
e capita anche che un personaggio pubblico, per contestare la veridicità
di certe voci che circolano su di lui, le qualifichi proprio come leggende.1
Eppure, a dispetto di tanta fama, le leggende rimangono un oggetto sfuggente,
difficile da definire e inquadrare, in qualche misura misterioso. In primo luogo
perché riconoscere una leggenda implica la capacità di separare
chiaramente ciò che è vero da ciò che non lo è,
un’operazione che, come vedremo, nella realtà si rivela molto più
complessa di quanto siamo probabilmente disposti a riconoscere. A questa prima
difficoltà si aggiunge poi spesso il mistero circa l’origine di
una leggenda, su chi l’ha inventata e perché, e il problema di
spiegare il successo di una storia, il motivo che spinge tante persone a raccontarla
ad altri, assicurandole il più delle volte una diffusione tanto vasta.
E così, dopo settant’anni di ricerca su questo fenomeno, il primo
studio sul tema condotto dai due psicologi sociali Allport e Postman, è
del 1943, e nonostante esistano in tutto il mondo gruppi di studio dedicati
alla raccolta delle voci e delle leggende, questo nostro viaggio alla scoperta
di un particolare tipo di leggende, quelle relative alle nuove tecnologie, deve
necessariamente partire da una domanda: cos’è una leggenda urbana?
No customer comments for the moment.
Only registered users can post a new comment.
Nessun prodotto
Spedizione
0,00 €
Totale
0,00 €
Al momento non ci sono prodotti in offerta