Ogni bambino o ragazzo per crescere in modo sano e responsabile necessita di una serie di principi e regole indispensabili per saper interagire in maniera corretta ed efficace con la realtà che lo circonda. Sta agli adulti che lo accompagnano fornirgli gli strumenti essenziali per sapersi comportare in modo corretto nei vari momenti della vita.
Negli ultimi anni, invece, si registra il dilagare di un «buonismo» che rivela, da parte degli adulti (genitori, insegnanti, educatori), sia la preferenza a porsi come amici/compagni di viaggio più che come «guide esperte», sia la percezione di un’estrema impotenza educativa.
In questo libro l’autore, psicologo e formatore, mostra come la severità intelligente sia un ingrediente ineludibile di una buona educazione, perché volere il bene dei bambini e ragazzi significa anche assicurarsi che interiorizzino le norme di convivenza, e invita gli adulti a recuperare appieno il proprio ruolo di educatori, senza timore di perdere l’affetto e l’amicizia dei figli/alunni. Propone allo scopo riflessioni, indicazioni e suggerimenti per gestire con amorevole fermezza i contrasti quotidiani, correggere i comportamenti scorretti e confrontarsi con loro in maniera efficace e costruttiva.
Dalla premessa
Sempre più frequentemente incontro genitori e insegnanti disperati dinanzi alla gestione quotidiana dei rapporti con i loro figli o alunni. Adulti competenti e professionalmente validi appaiono incapaci non solo di comprendere le ragioni che spingono i bambini/ragazzi a ribellarsi alle regole loro imposte, ma soprattutto di intervenire per ottenere quel minimo di rispetto che permetta loro di svolgere il proprio ruolo di educatori. Madri, padri, insegnanti e educatori sembrano costantemente impegnati nel preservare la loro immagine di «buoni e comprensivi giovani-adulti», piuttosto che realmente interessati a farsi accettare, amare e rispettare per le loro qualità di veri uomini e vere donne. […]
Questo libro, a fronte delle esperienze che ho raccolto negli anni, e prendendo spunto da esempi appartenenti al mondo del cinema e della letteratura, vuole mettere in dubbio l’ondata di buonismo educativo di cui siamo stati vittime in questi ultimi anni. Siamo veramente sicuri che non si possa essere amorevolmente severi? E se fosse questa la strada giusta per aiutare il bambino e l’adolescente a diventare degli adulti felici, sereni e responsabili? E se fosse questo il modo per essere finalmente amati e rispettati?
Gianluca Daffi
Laureato in Psicologia, è formatore e collabora con il Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano e con lo SPAEE, Servizio di Psicologia dell’Apprendimento in Età Evolutiva dello stesso ateneo. Progetta e conduce corsi di formazione e aggiornamento professionale per insegnanti e formatori. Insegna presso vari enti pubblici e privati nell’ambito dei percorsi per l’assolvimento dell’obbligo formativo. Si occupa, tra l’altro, di problematiche legate alla formazione, valutazione delle competenze e inserimento lavorativo dei soggetti disabili, del rapporto scuola-famiglie e della gestione di progetti finanziati dal Ministero del Lavoro a sostegno dello sviluppo delle competenze professionali degli operatori delle scuole private. Per le Edizioni Erickson ha già pubblicato Attivare la risorsa famiglia (2007), Le competenze trasversali nella formazione professionale (2007) e Educare alle regole (2008).