I laboratori sono fondamentali nella prassi educativa? Molto spesso, quasi sempre, no. D’altra parte, tra i manuali di didattica e quel che chiamiamo "scuola", soprattutto di questi tempi, la discrepanza è enorme. Sono i contesti a manifestare, a rappresentare concretamente i modelli dominanti: e i contesti esprimono il conflitto con il nuovo, gli resistono, lo boicottano. Il lavoro di gruppo e la cooperazione sono lasciati alla buona volontà di docenti e studenti, in una cornice costruita per andare proprio altrove: individualismo, competizione, separatezza specialistica, dipendenze univoche ed unilaterali, gerarchie immobili e immotivate...Una dimensione distante dall'accoglienza, dall’ascolto, dalla cura, con livelli molto alti di violenza strutturale e culturale, e con situazioni evidenti di violenza diretta (sia a lezione sia, soprattutto, nel chiuso degli studi e durante gli esami...). In tutto questo, un laboratorio che prova a fare "altro", l’opposto, tenta di rappresentare una contraddizione interna, una nicchia ecologica, uno spazio marginale.Come rivela la sorprendete e spiazzante lettura di queste pagine, la visione ecologica dell’educazione è qualcosa di più complesso e di più ampio che "fare educazione ambientale", "insegnare una materia che si chiama ecologia", "creare un ambiente positivo per l'istruzione". Si propone come trasformazione degli atteggiamenti e non solo dei comportamenti (attraverso accorgimenti o aggiunte di tecniche, di nuove materie o attività) e più in generale si prefigge di modificare la cornice e i contesti della relazione di educativa e di apprendimento. Cioè una rivoluzione copernicana.
Enrico Euli è ricercatore di Didattica all'Università di Cagliari, dove ha insegnato Metodologie e tecniche del gioco, del lavoro di gruppo e dell'animazione e ha coordinato vari laboratori nel corso di Scienze delle Formazione primaria.Su questi temi ha pubblicato numerosi articoli e libri, tra cui - con le edizioni la meridiana - I dilemmi (diletti) del gioco (2004) e Casca il mondo! Giocare con la catastrofe (2007).
Susanna Barsotti è ricercatrice di Storia della Pedagogia presso l’Università degli Studi di Cagliari, dove insegna Letteratura per l’infanzia. È stata impegnata in alcuni laboratori sulla narrazione e l’utilizzo delle fiabe e come docente presso le SSIS e i corsi speciali (D.M. 85/2005). Ha tenuto relazioni su fiaba, letteratura per l’infanzia e temi legati all’educazione in seminari e convegni nazionali.